A.C.I.N.S.

Associazione Culturale Internazionale Nuove Scienze


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Sabato 19 Dicembre 1998 il sig. I. G., di professione autotrasportatore,rientrato a casa dopo il lavoro, va a dormire (è stanco per un viaggio) verso le 21.30 nella propria stanza assieme alla moglie (il testimone è ospite da qualche tempo presso una famiglia di Stra, provincia di Venezia, sulle rive del Brenta). Alle ore 23 circa viene svegliato di soprasalto da un forte rumore tipo "rombo" di intensità crescente proveniente dall'esterno dell'abitazione incuriosito dal fatto, si affaccia al balcone ed osserva una vasta zona illuminata a giorno, in un campo vicino ad un vigneto a circa 100 metri di distanza. Dopo qualche attimo di perplessità, il testimone si accorge che un "oggetto" luminoso a forma di campana (alto circa 8 metri, 10 metri di diametro alla base, dotato di "oblò" quadrati sfavillanti di luci multicolori, di faro rosso sulla cima e di antenna) sembra voler prendere terra nel campo medesimo,nota infatti tre "organi di atterraggio" spuntare dalla porzione sottostante. Al momento del presunto contatto col terreno, il teste avverte chiaramente un forte colpo. A questo punto il sig. G. si veste e decide di scendere per controllare da vicino ciò che sta accadendo. Mentre si avvicina allo strano oggetto, dal fianco dello stesso si apre un portellone e fuoriesce una scaletta (proprio come nei velivoli convenzionali), dalla quale scendono due "entità umanoidi": sono alte circa 120 cm., abbigliate con una tuta aderente color cenere-chiaro e munite di guanti, stivali e casco, quest‘ ultimo con tanto di luce rossa e antenna. Dal casco escono dei tubi che vanno dietro la schiena degli esseri. I due alieni si aggirano con movenze robotiche, come "al rallentatore", intorno al veicolo da cui erano discesi, gesticolando a scatti ed emettendo fonemi metallico - gutturali. Il testimone, che nel frattempo sta osservando immobile la scena ad una trentina di metri di distanza, ha il sentore che i due strani esseri abbiano avvertito la sua presenza, ma questi sembrano ostentare la massima indifferenza. Dopo aver armeggiato per alcuni minuti intorno al veicolo, le due entità rientrano nella "campana" che, muovendosi dapprima lentamente e poi sempre più veloce, si alza verticalmente nel cielo notturno fino ad un'altezza di 100 metri, per poi scomparire alla vista in una frazione di secondo. Il mattino successivo il sig. G. ritorna nel punto in cui aveva assistito allo straordinario fenomeno e riscontra nel campo l'impronta lasciata dall'oggetto: una traccia circolare (6,80 metri di diametro, in cui il manto erboso risulta "calcinato") all'interno della quale si evidenziano tre "depressioni", ugualmente circolari (25 cm di diametro e 15 cm circa di profondità). Queste ultime sono disposte ai vertici di un ipotetico triangolo equilatero di 4,30 metri di lato e corrisponderebbero, secondo la relazione del testimone, al "treppiede" di atterraggio dell'UFO. Il CUN Sede di Parma, in possesso delle analisi fisico-chimiche effettuate da un laboratorio del CNR, sostiene quanto segue: “dalle analisi effettuate sul terreno si è riscontrata, oltre l'effetto - cottura (calcinazione del suolo) a non più di 510°, la presenza di cristalli di quarzo ialino di forma "alfa" (cristallizzazione trigonale): si tratta di gemme incolori, perfettamente trasparenti, di sembianza e consistenza vetrosa”.