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Associazione Culturale Internazionale Nuove Scienze


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George Adamski The Flying Saucers Have Landed!

 Salvo Gagliardo

George Adamski nasce in un piccolo villaggio della Polonia il 17 aprile del 1891. A due anni i genitori emigrano per gli Stati Uniti, e si trasferiscono a Dunkirk, New York. Poco sappiamo dell’ infanzia di George, di certo dura, quella di un figlio di poveri immigrati polacchi in una regione multietnica come quella di New York. Di sicuro ebbe una educazione scolastica imperfetta e minima, forse ama la strada più che i libri ,e forse comincia a coltivare strani interessi per l’ astronomia e il cielo, d'altronde è giusto per un connazionale di Keplero, Adamski è cattolico e lo resterà anche quando comincerà a percorrere la via dell’ Oriente e del sincretismo religioso, ma sappiamo anche che Adamski va famoso per la sua abilità nei lavori tecnici, artigianali, manuali e di fatica. Buona parte delle sue strane e straordinarie conoscenze le conseguì nel tempo da autodidatta. Per farla breve, George dovette arrangiarsi assai presto, per sopravvivere nella grande America di quegli anni. Sappiamo che la sua pronuncia conservò sempre una forte cadenza straniera, che era molto timido ed impacciato, ma che sapeva anche essere aggressivo e quasi spavaldo e spesso imprevedibile. Da un personaggio simile ci aspetteremmo strane rivelazioni sulla sua infanzia e la sua giovinezza, alcune leggende lo vogliono da piccolo in Tibet, altre narrano che la madre fosse dotata di poteri paranormali, e lo stesso Adamski avvalorò il racconto che nell’ infanzia fu avvicinato da strani e misteriosi personaggi. Di certo può essere annoverato fra i visionari dei nostri tempi, chi lo conobbe attribuisce anche a lui poteri extrasensoriali. Lo ritroviamo nel 1913 come soldato del 13° cavalleggeri ai confini con il Messico durante la Rivoluzione Messicana di Pancho Villa ed Emiliano Zapata, George ha 22 anni. Nel 1915 ottiene la cittadinanza americana, nel 1917 sposa Mary Shimberski, e nel 1919 si congeda con onore. Lo troviamo come operaio factotum nello Yellowstone Park, carpentiere, muratore, mugnaio, in altre parti dell’ Ovest, il giovane George già rivela straordinarie abilità e uno spiccato senso degli affari. Negli Anni Trenta, anni difficili per l’ America e il mondo, anni di depressione e proibizionismo, George è già famoso per le conferenze che tiene ad alcuni adepti sulle religioni orientali e la reincarnazione. Cominciano a chiamarlo the professor, il professore. Ha già attorno una cerchia di seguaci ed è nell’ Ovest, in California che Adamski comincia a predicare il suo vangelo cosmico. Lo Stato della California resterà famoso per avere accolto guru e maestri di pensiero orientale venuti dall’ Asia, si direbbe una zona intensamente spirituale. Forse è questo che ha sentito George, quando sempre in quegli anni ha dato vita ad un monastero e all’ Ordine Reale del Tibet, The Temple of Royal Tibet, nei pressi di Laguna Beach, dove si pratica e si insegna mistica orientale e buddhista in forte sincretismo con il cattolicesimo, insomma, a teosophy.Ma c’è anche qualcosa di interessante. Ossia, che nel Tempio si produce vino in tempi di stretto proibizionismo, Adamski sembra avere un pallino per gli affari, più tardi si vanterà di avere fornito vino all’ intera California.Ma presto, le leggi federali sull’ alcool vengono meno, e Adamski è costretto a lasciare il Tempio. Sono gli Anni Quaranta, anni di guerra, e troviamo Adamski a Center Valley, San Diego County, a dirigere una comunità agricola a sfondo esoterico, e infine a Mount Palomar, contea di San Diego, a 150 chilometri da Los Angeles e all’ incirca lo stesso da San Diego, sulla strada del grande Osservatorio Astronomico, che è ancora in fase di costruzione. Il suo destino ormai sembra legato per sempre a quello delle stelle. Qui entra in affari con una sua allieva, Alice Wells e qui fonda la sua nuova comunità di Palomar Gardens, oltre che un luogo di ristoro fra le montagne, il Cafè di Palomar Gardens, una sorta di cottage montano, in cui lavora come tuttofare e venditore di hamburger, e accoglie i diversi clienti diretti sù, all’ Osservatorio. Il nome di Adamski resterà così legato a quello dell’ Osservatorio, da far credere a molti che lui lavorasse per quello. Ed è qui che ha inizio la storia pubblica del nostro fantastico personaggio. Non sappiamo se ha prestato servizio durante la Seconda Guerra Mondiale, ma è l’ ottobre del 1946 che porta decisamente Adamski a scrivere i capitoli più importanti del suo romanzo cosmico e dal suo punto di vista, a coronare con successo una intera incarnazione spesa a far conoscere i misteri del cielo. Fra le varie leggende che hanno circondato questo strano polacco americano molto chiacchierato, c’è chi, come sir Desmond Leslie che gli fu amico e biografo, vuole che Adamski fosse un mutante. Ottobre 1946, Mount Palomar e Palomar Gardens Cafè, George Adamski è bene allocato alle pendici dell’ Hale Observatory. Anche lui ha la sua cupola e il suo telescopio di 15 pollici con cui può soddisfare la sua antica passione per l’ osservazione celeste, forse ereditata dal connazionale Copernico. Ma possiede anche un cannocchiale mobile, più duttile, che può trasformare agevolmente e in cui può istallare le sue macchine fotografiche, è un 6 pollici dei laboratori Tinsley, un vecchio regalo di un amico e discepolo. La passione per le foto celesti naturalmente viene potenziata dalla solenne presenza del più importante Osservatorio astronomico americano. E da lassù, fra l’ Oceano e il Continente la vista deve essere magnifica quando non c’è nebbia. Ed è proprio lì, che Adamski vede quella sera del 9 ottobre fra lo sciame di meteore che attraversa il cielo stellato, una strana astronave sospesa sopra i cieli di San Diego, somiglia a un sigaro o a un gigantesco dirigibile, forse somiglia ad una di quelle strane astronavi degne della fantasia di Jules Verne che gli americani della Costa dell’ Ovest avevano più volte osservato alla fine del secolo Ottocento. E’ la visione che da tempo aspettava, forse per altri è qualcosa di incerto e di improbabile, ma per George è l’ inizio o lo sviluppo di un contatto immaginato da tempo. Nella tipologia di Adamski non esiste la casualità, ma tutto è lo sviluppo di qualcosa, di qualcosa di grande, di profetico, quasi di biblico. E’ il 1947 e la California e altri Stati del’ Ovest sono interessati da quegli strani oggetti che Kenneth Arnold ha battezzato Flying Saucers, Piatti Volanti. Uno di questi forse precipiterà a Roswell, la storia del contatto di Adamski ha uno sviluppo. George sempre più osserva strane luci e strani oggetti sorvolare i cieli di Palomar Gardens,li osserva e li fotografa, ormai la sua passione si è trasformata in qualcosa di più importante, ossia nell’ attesa del Contatto sperato e forse sognato. Dà anche una mano ad Alice Wells nel gestire il Cafè di Palomar Gardens, ed è qui che comincia ad essere contattato da strani personaggi a metà militari della Difesa e a metà tecnici aerospaziali, con loro parla dei Dischi Volanti e parla delle possibili visite di Alieni. Adamski è già di interesse delle sfere occulte che si nascondono dietro la storia degli UFO. Le fotografie di strani oggetti che attraversano la Terra o la Luna, aumentano e George invia alcune di queste ai giornali e ad altra gente interessata. Diventerà il primo grande fotoreporter degli UFO. Che le foto siano vere o un abile montaggio ha poco importanza per un uomo simile, sono la proiezione della sua mente e delle sue Visioni. Sono il segno che il Momento X è prossimo. E’ così vicino che il suo cottage viene sempre più visitato da strane persone che come lui cercano il contatto, sembra una storia alla Spielberg. Gli eletti si apprestano all’ Incontro. E quel giorno giunge. Gli eletti o la piccola cerchia è costituita dai coniugi Bailey, Alfred & Beth, e dai coniugi Williamson, assidui frequentatori di Palomar Gardens. Il dottor George Hunt Williamson non è un personaggio di poco conto in questa vicenda,da tempo, come Adamski, cerca dei contatti con gli abitanti delle Stelle e dei Dischi Volanti , servendosi di tecnologie molto avanzate o anche in modo parapsicologico con la vecchia la scrittura automatica. Ma Williamson ha anche qualcosa di inquietante, essendo amico e collaboratore di Dudley Pelley, un personaggio alquanto chiacchierato, autore di un libro abbastanza letto sugli Alieni, ma anche fondatore di una rivista di estrema destra americana. In ogni caso tutti sono convinti che gli Alieni parlano con gli umani telepaticamente, forse George A. ne è il più convinto, ricevendo da tempo questi messaggi. Adamski ha 61 anni, non è più giovane, ma ha una grande forza interiore, ha costruito l’ intera sua vita sull’ evento che sta per accadere. La sua mente non segue metodologie logiche molto rigorose, è un sensitivo e un visionario e decide sul momento quasi per una sorta di ispirazione. Convoca il piccolo gruppo per la mattina del 20 novembre 1952 sulla strada che porta al Desert Center verso l’ Arizona. Lui, Alice Wells e la sua segretaria e amica Lucy Mc Guinness, Adamski ha avuto sempre difficoltà con l’ inglese, li raggiungono in macchina in una località chiamata Blyte, da qui verso Parker. Adamski continua ad ubbidire come ad una sorta di comando telepatico e guida gli altri verso un vecchio aeroporto e verso un sentiero che porta a delle montagne. Tutto sembra pronto, l’ intera attrezzatura fotografica è già disposta per l’ Inusuale e per l’ Evento. Sono zone desertiche e in parte vulcaniche, piene di pietriccio e strani arbusti spinosi, forse vi sono anche dei serpenti. Le auto hanno avuto delle difficoltà a raggiungere quei luoghi impervi. Ma Adamski ormai appare un ispirato, guida con precisione e poi si allontana fra alcune montagne. In cielo compare di nuovo l’ Astronave Madre, il dirigibile o il Grande Sigaro Volante, c’ è anche un aereo , un B 36, un bombardiere dell’ A. Air Force. Le auto passano sull’ autostrada poco distante, ma nessuno sembra accorgersi di quello che sta per accadere e che segnerà la storia dell’ immaginario collettivo oltre che dei Dischi Volanti. Adamski ha voluto restare solo, gli altri lo osservano a distanza. E infine ecco, nel cielo straordinariamente limpido della California, appare il Ricognitore, il Disco Volante che resterà per sempre l’ archetipo e l’ Icona per tutti quelli che credono negli UFO. Una navicella rotonda con una cupola che manda riflessi metallici, sembra il giocattolo di un ragazzino, plana in modo quasi misterioso e subito dopo ecco in piedi uno dei suoi occupanti, Alieno o Angelo o proiezione della mente di Adamski, qualcuno ha parlato di alter ego sublimato. E’ Orthon, così si fa chiamare e dice di venire da Venere. Lo dice o lo comunica telepaticamente ad Adamski che resta quasi in estasi, come davanti ad un’ antica visione sovrannaturale. Sembra la ritrattistica sacra della vecchia Europa, un Angelo e un uomo, ma stavolta c’è il Disco Volante, la navetta dalle tecnologie misteriose e enormemente evolute, con dentro altre creature simili a Orthon che lo salutano. Orthon appare ad Adamski un piccolo essere perfetto, diverso dai futuri Grigi, bello quasi in modo sacro, con i capelli lunghi flessuosi e biondi, e con lo stigma della diversità totale, quella diversità che impauriva nel passato chi si imbatteva in un Angelo. E’ uomo? E’ donna?. Anche in questo si rispetta una certo cliché di androginità del personaggio. E’ tutto quello che il povero George coglie in quel momento di estrema tensione ed emozione, riesce a fare delle foto che consegna ad Orthon, i due si scambiano idee folgoranti e apocalittiche per il futuro dell’ umanità minacciata da un conflitto nucleare, e George si mostra incauto verso il Ricognitore, e toccandolo con il braccio ne viene momentaneamente danneggiato. Tutto è perfetto, l’ aria tersa di quel deserto sembra essere partecipe di quel momento eccezionale. Più tardi gli altri a breve distanza diranno di avere visto anche loro la Creatura dell’ Spazio, l’ Uomo venuto dall’ altro Mondo. E a testimonianza dell’ Incontro resteranno sulla sabbia le impronte delle strane calzature astronautiche di Orthon con dei segni che somigliano a certi disegni antichi degli Indio Americani. Poi il Ricognitore riprende quota e la Creatura scompare dopo avere salutato cordialmente il suo amico terrestre. Una fiaba moderna affascinate, senza orchi né perfidi gnomi, né cattivi alieni dalla grande testa e dagli occhi di insetto, una bella fiaba che avrà un seguito. In quanto al contenuto della conversazione telepatica di Adamski con l’ Uomo venuto dalle Stelle, vi rimando alle belle pagine del libro di lord D. Leslie, pagine che andrebbero lette secondo me da vari punti di vista, ma con molta attenzione, Adamski con parole ha cercato di trasferire un’ esperienza ineffabile e fuori dal comune, leggendo le sue parole entriamo nel suo Universo fantastico e religioso, e oltre un linguaggio semplice e quasi schietto, con molte reticenze come si conviene a chi ha vissuto una epifania di quel tipo, si trovano intrecci di simboli, immagini e informazioni che dovremmo leggere con più attenzione. Avvolte sembrano i diagrammi di un sogno, altri di segni vaghi di informazioni che non potrebbero essere comunicate altrimenti. Una sorta di crittogramma. Sappiamo che George era un oratore impacciato, e che aveva difficoltà a comunicare il suo mondo e le sue esperienze, che spesso cominciava a balbettare, e impappinarsi, anche questo fa parte del suo profilo. Altre volte era spedito e lesto nella comunicazione e alquanto infervorato. E’ questo uomo che Desmond Leslie, giovane rampollo di una antica aristocrazia irlandese, innamorato di culture alternative ed underground, di musica elettrica, e di testi sacri buddhisti o indiani in cui si parla di Vimana e di antichi Visitatori, e di UFO, scrittore e pilota di aerei,sceneggiatore di film per la televisione inglese,possessore di uno splendido castello in Irlanda e cugino di Wiston Churchill, andò a trovare negli anni Cinquanta a Palomar Gardens.Fu un incontro proficuo e carico di promesse, da cui nacque il fortunato libro I Dischi Volanti sono Atterrati. Sembra che anche Leslie avesse avuto a suo tempo un Incontro Ravvicinato, in un college inglese e nel suo viaggio a Mount Palomar. Oggi lord Leslie è morto, ma restano i suoi libri e delle interviste interessanti sul suo amico George Adamski, che si possono trovare anche in rete. Sono questi gli anni Cinquanta e Sessanta, si parla di hippie e di New Age, vanno alla grande i Beatles, ma anche le poesie di Allan Ginsberg e Ferlinghetti, i romanzi fantastici ed esoterici di Castaneda, e si parla di Zen e di dottrine orientali. Adamski ha anticipato tutto questo. Ha anticipato i viaggi nello Spazio e lo Sbarco sulla Luna! Su Venere non può esserci vita! Questo oggi lo sappiamo, ma Venere potrebbe assumere altri significati nell’ Universo di G. Adamski. Il suo mito non è tramontato malgrado gli sviluppi dell’ esplorazione spaziale. E il mito è tutto lì nella sequenza di foto lasciate e nelle pagine del libro di Leslie come una gemma dentro ad un diadema. Mi è sempre sembrato affascinante come scrittore di letteratura fantastica e fiction,riconoscere il contributo di Spielberg a questo polacco americano nella costruzione dei suoi fortunati E.T. E, George .A. potrebbe essere un suo personaggio. Pochi sanno che Adamski negli anni Quaranta ha dato alle stampe un suo romanzo di fantascienza in cui si può leggere la sua esperienza del Desert Center,si tratta di Pionieri nello Spazio, Pioners of Space. Vi si può trovare Orthon il signore stellare ed altri. E allora? George è stato forse un abile mistificatore? Lo si è sempre detto di tutti i grandi, la questione ad oggi non è stata mai risolta, di certo Adamski ci introduce in un mondo nuovo, in un nuovo Universo, in una nuova era, nell’ era del Dopobomba in cui è, o sarà possibile, per un uomo qualsiasi, incontrare un Essere venuto dall’ Altro Mondo. E George A. ha espresso in pieno questo spirito di democrazia, esattamente come l’ eroe Roy Neary di Incontri Ravvicinati, un uomo umile, un uomo qualunque scrive una pagina epica della grande storia dell’ umanità. E per questo sarà seppellito ad Arlington , il cimitero degli eroi di guerra. Gli Anni Sessanta ci hanno dato, Papa Giovanni XXIII, John Fitzgerald Kennedy, Martin Luther King e G.A. Questo è stato ed è G. Adamski. Una Grande Fiaba scritta per tutti. Ma se gli Alieni fossero davvero fra noi, non ci apparirebbero dapprima come uomini qualunque, come uomini della folla?Come George Adamski forse? Grazie. Le prossime volte esplorerò anche : Inside the Space Ships.