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HOMO SAURUS

IL DIARIO DI H.P. LOVECRAFT



I Misteri di Santa Maria in Punta

Il Tour del Mistero

Attorno al 2004,in Italia,su vari mezzi d'informazione,si diffuse la notizia di un casuale ritrovamento di una busta ,trovata all'interno di un libro,comprato in un mercatino dell'usato nella zona di Montecatini,Roma,contenente una serie di fogli manoscritti che dopo essere stati esaminati,sembravano appartenere allo scrittore americano H.P. Lovecraft,vissuto nella città di Providence tra la fine del 1800 e gli inizi del secolo scorso.
Howard Philips Lovecraft è un'autore molto famoso tra i cultori dei romanzi d'orrore e fantascienza,creatore di una saga di esseri alieni trans dimensionali,portatori sulla Terra di ogni malvagità e distruzione ed adorati da sette religiose dedite al male che cercano di favorire il loro ritorno nel nostro mondo.
Autore,anche del Necronomicon fantomatico grimorio,rarissimo e pericolosissimo,che è creduto,curiosamente,da molti,realmente esistente.
Molti dei suoi racconti erano ambientati in America nella zona del New England, in paesi e sperduti villaggi costieri e montani,in realtà inesistenti o comunque non rintracciabili sulle mappe geografiche,come Innsmouth,oppure Dunwich e il fiume Miscatonic.
Curiosamente però,la meticolosa descrizione dei luoghi,le cittadine,le case,le strade coi suoi viottoli,le piazze,finanche le decorazioni dei palazzi e lo stile architettonico di essi, faceva pensare ai lettori che egli non raccontasse di questi luoghi come di un frutto della sua fantasia,ma che essi provenissero,veramente,dalla sua memoria visiva,per cui i luoghi che descriveva dovevano esistere realmente in qualche luogo da lui visitato.
Così appassionati,iniziarono a cercare,ovviamente nel New England,ma anche in altri luoghi degli Stati Uniti,quelle cittadine,borghi,ecc.che potevano rispecchiarsi nei suoi racconti,senza però aver nessun riscontro oggettivo.
Ora,se il manoscritto trovato da Roberto Leggio(questo è il nome del fortunato scopritore)fosse dopo eventuali studi e prove di comparazione grafologica e di sintassi linguistica,ritenuto autentico,non solo si sarebbe trovato finalmente la risposta alle domande precedenti,ma la verità avrebbe superato, di molto,la fantasia,dando un risultato totalmente inaspettato.
Ma cosa contenevano questi fogli,vergati a mano con la calligrafia"apparentemente"tipica di Lovecraft stesso?
Sembravano,in pratica,il resoconto,sotto forma di diario,indirizzato ad un amico che risiedeva in Italia,di un viaggio di Lovecraft dall'America in Europa per via mare,compiuto passando tra Londra,la Francia ed infine a Venezia e da qui,sotto consiglio dell'amico a cui scriveva,il Delta del Po della provincia di Rovigo.

Ed è quì che lo scrittore descrive luoghi,case e valli anche con schizzi e disegni della nostra zona deltizia,dicendo sempre su i suoi manoscritti che la solitudine,l'inquietudine di qualcosa di arcano e misterioso legato a questi luoghi dove gli uomini dovevano combattere quotidianamente con le acque del fiume che a lui sembravano mosse da forze più che naturali,sovrannaturali,dove la volontà degli uomini doveva piegarsi a quella di un fato crudele ed oscuro che non si poteva evitare o combattere,ed infine,assieme a racconti tradizionali di questi luoghi comportanti aspetti spesso oscuri e paurosi,l'ispirazione per una serie di racconti horror(che diverranno conosciuti come il Ciclo di Cthulu)che daranno allo scrittore ,vari anni dopo la morte, la fama di adesso.
Una delle cose più interessanti tratte dai resoconti dei manoscritti è la leggenda dell'uomo pesce.
Narra,infatti,Lovecraft nei manoscritti, di aver sentito racconti leggendari di una razza di uomini pesce che venivano avvistati nuotare nelle acque del fiume Po,spesso con intenzioni,quando avvicinato,pericolose.
Lovecraft costruì una mitologia sulla razza degli uomini anfibi a partire da un suo vecchio racconto: Dagon,il quale era figlio dei miti dei Dogon e Oannes degli antichi popoli mesopotamici.(Questi racconti,ovviamente,esistono realmente a prescindere che Lovecraft si stato in Italia o no.).
Ma quali erano questi miti mesopotamici?
GLI UOMINI PESCE DEI MITI ANTICHI

 

Nell'antica Mesopotamia tra le popolazioni assiro-babilonesi esisteva la tradizione di un dio chiamato Oannes. Oannes è un essere umano con mani e piedi palmati. Considerato uno dei sette saggi apkallu e proveniente da Sirio.

Secondo il mito raccontato da Berosso nel suo "Storia di Babilonia" , sarebbe stato colui che avrebbe insegnato agli uomini la civiltà, le scienze, le lettere e le arti prima del diluvio.

Era un uomo con particolari attitudini acquatiche. Egli era munito di branchie, ma poteva respirare anche all'aria con i polmoni, i piedi erano palmati come le mani ed il suo ambiente naturale era l'acqua.

Trascorreva la notte in mare, dato che ogni sera vi si immergeva.

La sua natura era anfibia e proveniva dal mare di Eritrea.

Anche i Dogon,una popolazione africana, conoscevano altri esseri anfibi ed erano a conoscenza del fatto che Sirio sia una stella doppia .

L'HOMO SAURUS ITALIANO


A partire dall'anno 1986 sulle rive del fiume Po vi sono state numerose segnalazioni della presenza nel fiume di una creatura sconosciuta.

In località lontane tra di loro come Ro Ferrarese, Cologna, Budrio, Polesella è stata segnalata la presenza di una creatura con caratteristiche molto simili.

queste sono le caratteristiche della creatura:

-Pelle ricoperta di squame simile ad un rettile.

-Volto non umano con muso allungato, occhi gialli o rossi fosforescenti, bipede, alta più di 2 metri.

-Zampe artigliate e palmate probabilmente per poter nuotare come una creatura anfibia.

-La creatura emette urli molto forti.

questo caso viene studiato da quasi vent'anni dal Professor Sebastiano Di Gennaro, che ha chiamato la creatura HOMO SAURUS.

TEORIE SULL'HOMO SAURUS


Tra le possibili teorie esiste quella di un ipotetico dinosauro che divenuto intelligente non si è estinto alla fine del Cretacico,ma è sopravissuto modificandosi in una forma umanoide.
Un simile dinosauro che potrebbe essere stato l'antenato dell'Homo saurus è esistito:il Troodon.
Questo piccolo carnivoro è un classico rappresentante dei maniraptori, i dinosauri predatori più evoluti che diedero origine agli uccelli. Il troodonte era lungo circa due metri ed era dotato di arti molto allungati, in particolare i posteriori, dotati di un artiglio "a falce" molto simile a quello presente sugli arti dei dromeosauridi, ma più ridotto. Le zampe anteriori, anch'esse allungate, erano dotate di lunghe dita artigliate, e il primo dito era forse opponibile alle altre due. La coda era rigida e sottile, mentre il collo allungato reggeva una piccola testa dotata di occhi insolitamente grandi e di una scatola cranica decisamente voluminosa che probabilmente ospitava un cervello notevole per lo standard dinosauriano. Anzi, l'intelligenza di Troodon era la più alta tra quelle di tutti i dinosauri e poteva rivaleggiare con quella dei mammiferi primitivi dell'epoca, come Alphadon. I denti, aguzzi e ricurvi, erano seghettati in modo caratteristico. Con tutta probabilità il troodonte era un carnivoro adattato a cacciare di notte, e che grazie alla vista acuta e alle zampe lunghe riusciva a scovare e catturare i piccoli animali come mammiferi e lucertole.

Negli anni '80, sotto il nome di Stenonychosaurus, questo dinosauro fu oggetto di uno studio approfondito, per quanto fantasioso, del paleontologo canadese Dale Russell. Russell, notando la particolare capienza della scatola cranica dell'animale e pensando che le dita della mano fossero opponibili, arrivò a ipotizzare una possibile evoluzione di questo piccolo carnivoro se non si fosse estinto. Nacque così il "dinosauroide", una sorta di equivalente rettiliano degli esseri umani, con postura bipede, grandi occhi, dita opponibili, coda assente e soprattutto un encefalo sviluppatissimo. Negli ambienti scientifici, comunque, questo studio è stato a volte percepito più come "spettacolare" che davvero utile.



Un'altra teoria è quella della provenienza aliena di questi esseri,legandosi al concetto dell''antico Oannes e dei Dogon.
Nell'ambito dei racconti di avvistamenti di UFO, incontri ravvicinati e rapimenti alieni si sostiene in alcuni casi che gli alieni avrebbero la forma di rettili umanoidi.

Alcune teorie della cospirazione hanno sostenuto la presenza sulla Terra di stirpi di "rettiliani" di origine extraterrestre, in alcuni casi in grado di mutare la propria forma. Secondo tali teorie sarebbero per esempio rettiliani gli alieni provenienti dalla costellazione del Drago, che sarebbero le "eminenze grigie", i padroni nascosti degli alieni più famosi, i cosiddetti Grigi, provenienti dal sistema di Orione, Zeta Reticuli e Bellatrix.

Di extraterrestri rettiliani racconta Herbert Schirmer, che sostiene di essere stato rapito ad Ashland (Nebraska) nel 1967 da esseri umanoidi, alti tra 1,4 e 1,8 m, rivestiti da una tuta aderente, con testa sottile e allungata e pelle grigio-bianca; la bocca sarebbe stata simile ad una fenditura e non si sarebbe mossa mentre parlavano e i loro occhi sarebbero stati inclinati. Sulle tute Schirmer avrebbe visto un emblema a forma di "serpente alato". Secondo Schirmer tali esseri proverrebbero da un'altra galassia e sarebbero provvisti di basi sul nostro pianeta.

John Rhodes raccolse insieme le testimonianze dei presunti contatti tra esseri umani e rettiliani umanoidi; ha fondato nel 1997 un apposito centro di ricerca ed è apparso in televisione e alla radio per illustrare le sue scoperte e le presunte prove scientifiche di sostegno alle sue teorie. Rhodes afferma che i rettiliani umanoidi discenderebbero dai dinosauri e sarebbero quindi un sottoprodotto dell'evoluzione terrestre. Rhodes per avvalorare le proprie tesi cita le teorie di Dale Russel degli anni ottanta, relative alla descrizione di quale sarebbe potuta essere l'evoluzione dei dinosauri in specie intelligente. Secondo Rhodes l'attenzione umana sarebbe intenzionalmente spostata dai mondi sotterranei allo spazio profondo, proprio allo scopo di mantenere segreti gli argomenti riguardanti le dimore dei popoli sotterranei e le loro antiche civiltà. I rettiloidi delle teorie da Rhodes assomigliano a dei tipi di entità descritti da alcune delle persone che sostengono di essere state rapite dagli alieni.

Riley Martin, autore di The Coming of Tan e assiduo ospite del programma di Howard Stern, sostiene di conoscere personalmente un certo "Targissiano", appartenente a una pericolosa razza di rettiliani che sarebbe presente insieme ad altre sei razze di alieni su di una nave madre in orbita attorno a Saturno.

Paul Shockley, fondatore della "Chiesa acquariana del servizio universale", ritiene di essere un individuo in grado di canalizzare la "consapevolezza cosmica"; attraverso quella che descrive come una "rivelazione di consapevolezza" ha riferito dell'esistenza di una pericolosa razza di rettiliani, tra i quali sarebbero tuttavia presenti anche individui ben disposti nei confronti degli esseri umani. La "consapevolezza cosmica" lo porterebbe ad affermare che anche gli esseri umani contengono DNA rettiliano

Secondo David Icke, come pubblicato nel suo libro The Biggest Secret: The Book That Will Change the World (in italiano: Il più grande segreto: Il libro che cambierà il mondo) gli umanoidi rettiliani sarebbero una forza occulta che manipolerebbe e controllerebbe l'umanità. La razza sarebbe costituita da esseri alti 2,13 m e bevitori di sangue e proverrebbe dal sistema stellare Alpha Draconis. Ad essa apparterrebbero molti leader mondiali, tra cui la famiglia reale inglese, William Jefferson, Bill Clinton, Hillary Rodham Clinton, Barack Obama, George W. Bush.Le opere di Icke hanno un discreto successo di pubblico, grazie anche a concetti estratti dal filone New Age.

Zecharia Sitchin afferma di aver individuato in tavolette sumere il riferimento a una razza aliena (gli Annunaki) che avrebbe creato la razza umana (mischiando i propri geni con quelli dell'Homo Erectus) allo scopo di utilizzare gli uomini come schiavi nelle sue miniere in africa. Gli Annunaki, da sempre, abiterebbero il loro pianeta Nibiru, trasformato in una specie di "nave spaziale" mista (convivendo con le altre razze tra cui i Rettiliani) al servizio della Confederazione Galattica. Secondo Sitchin le tavolette attesterebbero che il popolo Sumero dalla "testa nera" sarebbe stato creato da questi esseri mescolando "l'essenza di vita" di "uomini e bestie" L'esistenza di uomini serpente secondo Sitchin sarebbe provata dalla concezione di regalità e dal suo collegamento alla figura del drago, definita in Babilonia come 'Sir' o dragoni (ossia "grande serpente", dal sanscrito sarpa, parola che originariamente descriveva il grande "Dio-Dragone", creatore e governatore della antichissima cultura dravidica).

Alle teorie di Stichin si è riallacciato Laurence Gardner, secondo il quale sarebbe esistita una "Linea del Sangue dei Dragoni", una variante del Sacro Graal collocata nell'antica Mesopotamia quando gli Anunnaki sarebbero discesi sulla regione creando una linea di sangue reale attraverso una manipolazione genetica.


  

ENEA VEDOATO