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Caso Almirante Saldanha

Di Filippo Marino

L’8 di Gennaio del 1958, la nave scuola Almirante Saldanha, appartenente all’istituto idrografico della marina militare brasiliana, sotto il comando di Jose Saldanha de Gama, parte da Rio De Janeiro diretta verso l’arcipelago delle isole Trinidad per fare dei rilevamenti in occasione dell’anno geofisico internazionale. Alle ore 12.00 del 16 di Gennaio, a seguito della conclusione della missione tutti e quarantasei i membri dell’equipaggio osservarono un oggetto irradiante una luce verdastra, stagliarsi sulle cime dell’arcipelago. L’oggetto, di aspetto metallico, si muoveva seguendo un moto ondulatorio in direzione di Galo Grest aumentando repentinamente la velocità durante le fasi di discesa. L’oggetto fu avvistato per circa quaranta secondi durante i quali furono scattati dal fotografo subacqueo, Almiro Barauna, sei fotografie.

IL LUOGO

L’ARCIPELAGO DELLE ISOLE TRINIDAD. L’arcipelago delle isole Trinidad si trova a 1200 km dalla costa brasiliana alle coordinate 29° 30’ S e 29° 20’ W nell’oceano atlantico. Le isole Trinidad furono utilizzate durante la seconda guerra mondiale come appostamento anti-sommergibile dagli Stati Uniti e fu poi abbandonata da allora.

LA MISSIONE

In corrispondenza dell’anno geofisico internazionale la marina fu autorizzata a riaprire gli impianti presenti sull’isola, composta da una stazione meteorologica e da una postazione oceanografica, e a compiere dei rilevamenti di routine.

L’EQUIPAGGIO

  

Oltre al normale equipaggio dell’Almirante saldanha, a bordo vi era un gruppo di fotografi subacquei che erano stati invitati per fare delle foto subacquee intorno all’isola. Il gruppo di civili era guidato dall’avvocato Vieira Almicas Filho, e tra i tanti amici presenti, figurano Jose Teobaldo e Almiro Barauna, entrambi fotografi subacquei. In tutto quarantasei membri tra civili e militari, furono testimoni del misterioso evento, compreso il tenente Homero Ribeiro, ufficiale e dentista di bordo. Il capitano Carlos Alberto Bacellar, capo del progetto di riapertura e rinnovamento degli impianti sull’isola e comandante della stazione oceanografica dal mese di ottobre del 57, durante l’avvistamento non era sul ponte.

LE FOTO E IL FOTOGRAFO

     

Durante l’avvistamento uno dei fotografi presenti a bordo scattò sei fotografie a intervalli di 14 secondi. Il fotografo in questione era Almiro Barauna, quarantadue enne, già celebre per aver contestato l’autenticità di un precedente avvistamento nel 1953 per opera di Ed Keffel, scattate in una località chiamata Bona de Tijuana. Circa alle 12:20 Pm una perturbazione colpì la zona in qui si trovavano, il che portò un forte mare mosso che costrinse Barauna, che soffriva di mal di mare a stare sul ponte. I primi hanno notare l’oggetto fu Vieira, Viegas Filho e il tenente Ribeiro, che chiamò Barauna e gesticolandogli gli indicò il punto, dove scattare le foto. Barauna, prima di partire aveva impostato la sua macchina fotografica, una Rolleiflex modello E con lente 2.8, a f/8-velocità 1/125. Barauna scattò 6 fotografie a intervalli di 14 secondi, le prime due foto furono scattate mentre l’oggetto si stava avvicinando all’isola. Dopo di ciò l’oggetto sembrò scomparire dietro il massiccio roccioso principale dell’isola, il desejado peak, per poi riapparire nuovamente e procedere in direzione opposta per trasferirsi ad alta velocità sul mare. Barauna perde di vista l’oggetto, non riprendendoli quindi nelle foto 3-4.

IL RULLINO

La totale assenza di carta fotografica e di attrezzature competenti a bordo, non impedì ai membri dell’equipaggio di sviluppare le foto, un bagno della nave fu attrezzato e utilizzato come camera oscura, e le foto furono sviluppate a bordo.

LE DICHIARAZIONI DEI PRESENTI.

Il capt Viegas, l’oggetto era una sfera schiacciata circondata all’equatore da un anello o una piattaforma. Barauna aggiunge che l’oggetto non emetteva alcun rumore, anche sé preciserà che a causa delle grida sul ponte e del rumore del mare non può esserne certo al 100%. Sempre sull’aspetto dell’oggetto lo stesso Viegas dichiarò che si trattava di un corpo solido, probabilmente fatto di metallo, con un colore grigio cenere, avvolto da una condensazione vaporosa di colore verde che si estendeva per tutto il perimetro e assumeva un moto ondeggiante nelle fasi di discesa. Dalle foto si vede come l’oggetto fosse inclinato esponendo la parte superiore in direzione del suo movimento.

ANALISI.

Le quattro foto, furono inviate per ordine della stessa marina, a due esperti di analisi fotografiche, il professor John T. Hopf dell’APRO, e il professor Cruzeiro Do Soul.

L’INCHIESTA.

Un’inchiesta ufficiale fu aperta dalla marina militare brasiliana, grazie una proposta del parlamentare Sergio Magalhaes. I risultati dell’inchiesta furono resi subito di dominio pubblico nella sua totalità, ma alcuni dettagli della vicenda divennero noti solo tempo dopo. Il voluminoso fascicolo, frutto dell’inchiesta sulla vicenda, fu arricchito, anche da foto non strettamente collegate con il caso in questione, tra questi una foto di un casello di un sergente della guarnigione prima del 16 gennaio. Dall’inchiesta si appurò anche che vi erano stati diversi casi di avvistamenti nelle vicinanze delle stesse isole o nelle vicinanze durante la fine del 57 o nel gennaio del 1958.

LA DICHIARAZIONE UFFICIALE.

L'allora presidente Juscelino Kubitschek. Le foto, furono avallate a una conferenza stampa dal presidente Juscelino Kubitschek, 11 marzo 1958, dichiarando che né la marina né nessun altro ente poteva avere un’idea certa della reale natura dell’oggetto e del fenomeno.