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Tra le croci simboliche annoverate
nel gruppo dei simboli templari, ve n'è una che ha un'importanza
particolare, la Croce delle Otto Beatitudini, così chiamata perché presenta
otto punte, o cuspidi, nella sua periferia esterna. Questa croce, dipinta
solitamente nel colore rosso sugli edifici sacri (vedi, ad es., su questo
sito, la Chiesa templare di San Francesco, a Sermoneta, Latina), era comune
anche all'Ordine di San Lazzaro ed a quello degli Ospitalieri, ed è rimasta
oggi l'emblema ufficiale dei Cavalieri di Malta, eredi degli antichi
Ospitalieri di San Giovanni e di Rodi. Questo simbolo deriva direttamente
dall'Ottagono, tracciando alcune delle sue diagonali e dei suoi raggi, e
pertanto ne eredita tutta la simbologia associata all'Ottonario. Una delle
sue caratteristiche fondamentali è che essa si raddoppia in una croce
interna più piccola (si veda, in proposito, anche la successiva figura 2,
che riporta le linee di costruzione), formata da quattro triangoli isosceli
identici, opposti al vertice, che assumono la forma di una croce patente.

Fig. 1 - L'Alfabeto segreto dei Templari
È noto che i Templari facessero uso, in alcuni dei loro documenti più
delicati, di un alfabeto segreto di 25 lettere (cioè l'alfabeto classico con
I = J), ottenute dalla scomposizione degli elementi di questa croce, con
l'aggiunta di alcuni punti interni (fig. 1). È ovvio che, dal punto di vista
puramente crittografico, un sistema di questo tipo costituisce un cifrario a
sostituzione del tipo più semplice, in cui a simbolo uguale corrisponde
lettera uguale. Cifrari di questo tipo possono essere rotti semplicemente
facendo uso delle frequenze relative delle lettere nella lingua di redazione
del documento cifrato, se questa è conosciuta. Vediamo, comunque, nel
dettaglio come si ottengono le varie lettere.

Fig. 2 - Derivazione dell'alfabeto segreto dalla Croce delle Beatitudini
Si noterà, esaminando la figura 2 riportata sopra, che le lettere A, B, C, D
sono formate dagli angoli retti che limitano l’estremità di ogni braccio
della croce grande. Le lettere E, F, G, H sono formate dai quattro triangoli
che formano la piccola croce interna. Le lettere I (o J), K, L, M sono
formate dai quadrilateri ottenuti completando il tracciato di questa piccola
croce con quello dei quattro angoli retti periferici. La lettera N è al
centro, ripetuta due volte dall’incrocio delle otto diagonali dell’ottagono
regolare che circoscrive la figura. Le altre lettere sono costituite dagli
stessi elementi presi però con un ordine un po’ differente e aggiungendovi
un punto all’interno. Orientando la croce nel modo su indicato, si nota che
le lettere sono state scelte nell’ordine seguente:
Angoli retti periferici senza punto interno A in alto
B a destra
C in basso
D a sinistra
Angoli retti periferici con punto interno O in alto
P a destra
Q in basso
R a sinistra
Triangoli senza punto interno E a sinistra
F a destra
G in basso
H in alto
Triangoli con punto interno S in alto
T a destra
U in basso
V a sinistra
Considerando allo stesso modo le altre lettere formate con i quadrilateri
definiti come è stato detto prima, si nota che le lettere I o J, K, L, M
senza punto interno, corrispondono alle lettere X, Y, W, Z con il punto
interno. La figura 2 mostra i gruppi di lettere corrispondenti ad ogni
braccio della croce. Sembra che l’ordine in cui sono stati scelti gli
elementi da abbinare alle lettere abbia un senso esoterico e che, nel suo
insieme, la croce templare sia un pentacolo, ossia uno schema che riassume
una dottrina. In tal caso sarebbe affine a quelle figure chiamate “ruote
pentacolari ” e di cui la croce gammata e la clavicola di Phu-Hi sono un
esempio.

L’ottonario, simboleggiato dall’ottagono e dalle otto punte della “croce
delle Beatitudini”, evoca il doppio quaternario attivo e passivo, che
riassume l’equilibrio costruttivo delle forme, dei temperamenti e delle
energie cosmiche. L’enneade, rappresentata probabilmente dalle otto punte
della stella e dalla N posta al centro, richiamerebbe, secondo l’esoterismo
dei numeri, il concetto che il numero nove è quello dell’armonia del
trimundio, quello dell’unione della vita animale, di quella spirituale e di
quella emotiva; il 9, inoltre, secondo la cabala ebraica, corrisponde alla
lettera “teth” () dell’alfabeto. Il suo nome divino è Tehor, che significa
"Prudenza". Si può ulteriormente sottolineare che la N centrale ricorda un
po' troppo la posizione della stessa in un altro enigmatico simbolo che
venne adottato dai Templari, il Quadrato Magico del "SATOR", e che spesso,
nei quadrati di origine templare, questa "N" viene rappresentata rovesciata.
Anche il Sigillo di Salomone, nel simbolismo di questa figura, sarebbe
richiamato dal raggruppamento per sei delle lettere di ciascun braccio della
croce. D’altra parte c’è chi sostiene che la pianta della chiesa del Tempio
era stata concepita ispirandosi alla forma di questo pentacolo, e che nelle
piante delle chiese templari di forma ottagonale è facilmente inseribile
questa figura, le cui linee andranno a cadere in punti importanti al suo
interno. Comunque sia, si può dire che questa croce, insieme all’alfabeto
segreto, costituisce un corpo di dottrina segreta di origine orientale.

[Tratto da "Storia della Magia", di Luis Chochod]
















































