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Hiram Abif è il grande Archietto che ha
progettato il tempio di Re Salomone
All'inizio del X secolo a. C. Re Salomone decise di costruire, alle porte di
Gerusalemme, il più grande, il più imponente e il più maestoso Tempio che
mai fosse stato dedicato a Dio e alla fratellanza degli uomini. Hiram
soprannominato Abif (l'Orfano o figlio della Vedova) venne scelto da
Salomone come sovrintendente ai lavori. Per la mole del lavoro e della
manodopera impiegata, (si parla di centottantamila operai di cui solo
ottomila maestri) il maestro Hiram si trovò ad affrontare grosse difficoltà
che cercò in qualche modo di alleviare dividendo i lavoratori in tre classi:
apprendisti, compagni e maestri e stabilì una parola segreta per
distinguerli. La paga dei lavoranti dipendeva dalla qualifica e fu per
questo che tre compagni, per ottenere la paga dei maestri, senza esserne
degni e senza aver superato la prova, si nascosero nel cantiere del Tempio,
dove Hiram, durante la pausa di lavoro, soleva passeggiare. Per carpirgli la
parola segreta lo colpirono coi loro attrezzi: il primo (Jubullum) lo colpì
alla gola con una regolo di ferro, il secondo (Jubella) al cuore con una
squadra ed il terzo (Jubello) alla testa con un maglietto. Nonostante tutto,
Hiram non svelò la parola segreta e morì mentre cercava di fuggire dalla
porta d'oriente. Non vedendo il capomastro, Salomone ordinò a 9 maestri di
cercarlo. Scoprirono, infine, il suo cadavere, grazie ad un ramo d'acacia
infisso nel terreno nel punto in cui gli assassini avevano seppellito il
cadavere.
Il re ordinò funerali solenni e decise di dargli un sepolcro nel tempio. I
maestri, durante il funerale, per dimostrare la loro estraneità al delitto e
quindi la loro purezza portarono guanti e grembiuli di pelle bianca. La
pioggia inondò il Tempio che da allora rimase incompiuto. I muratori si
sparsero per il mondo in cerca della parola del maestro per poter continuare
il suo compito. Quella parola sta ancora ad indicare il segreto massonico
smarrito e che il Maestro deve cercare per mezzo dell'ascesa iniziatica,
così che Hiram riviva e possa continuare la sua opera.
Hiram Abif è una figura allegorica nel rituale massonico, nella convenzione
massonica si tratterebbe dell'architetto capo della costruzione del Tempio
di Re Salomone, edificato attorno all'anno 988 a.C..
Secondo la versione della storia utilizzata nel tradizionale rituale
massonico, l'architetto Hiram Abif venne ucciso da tre capomastri che
lavoravano alla costruzione del tempio nello sforzo di sottrarre
informazioni segrete al Grande Capo Mastro. Qualunque fossero queste
informazioni o segreti, Abif non lo rivelò se non un attimo prima della sua
morte.
Nella versione massonica il corpo di Hiram venne nascosto dai tre aggressori
e successivamente recuperato da Re Salomone, che gli diede un'appropriata e
degna sepoltura.
Due figure tratte dalle fonti bibliche possono essere state usate come
modello per la figura massonica di Hiram Abif: Hiram il Re di Tiro, oppure
Hiram, capomastro di altissima competenza proveniente da Tiro. Risulta
chiaro dal rituale massonico che Hiram Abif è il capomastro.
Hiram I, Re di Tiro, viene citato in Samuele II, 5:11, per aver inviato
materiali di costruzione e uomini per l'edificazione della prima versione
del Tempio di Gerusalemme.
Nella Bibbia, Cronache II, 2:13, si racconta di una richiesta formale fatta
da Re Salomone di Gerusalemme al Re Hiram I di Tiro, per maestranze e
materiali per costruire un nuovo tempio; il Re Hiram risponde: "Io ti sto
inviando Huram-Abi, un uomo di grande abilità, discendente di parte materna
dalla tribù di Dan e con padre nativo di Tiro. È molto capace nel lavorare
con oro e argento, bronzo e ferro, pietra e legno e nell'utilizzo di lino
fine tinto di porpora, blu e rosso cremisi. È un esperto in vari tipi di
bassorilievo ed incisione e può eseguire qualsiasi disegno gli venga
proposto. Lavorerà con i tuoi mastri e con quelli del mio signore, David tuo
padre". Nel Primo Libro dei Re, 7:13-14, Hiram viene descritto come il
figlio di una vedova di Tiro, assunto da Salomone per eseguire gli ornamenti
bronzei del nuovo tempio. Rifacendosi a questo passo biblico, i massoni
spesso si riferiscono a Hiram Abif come al "figlio della vedova". Hiram
viveva o comunque lavorò almeno temporaneamente sul terreno argilloso (1 Re
7:46-47) lungo il fiume Jabbok, sulla riva est del fiume Giordano, vicino
alla confluenza fra i due fiumi.
Secondo la Bibbia (libro dei Re), Hiram era un fonditore, "figlio di una
vedova della tribù di Neftali", "dotato di abilità, d'intelligenza e di
perizia nell'eseguire qualsiasi lavoro in bronzo", e sapeva "eseguire
qualunque intaglio e creare qualunque opera d'arte". Egli venne inviato dal
re di Tiro a Salomone per aiutarlo nella costruzione del tempio. Hiram
costruì due colonne di bronzo da collocare davanti al vestibolo: "innalzò la
colonna di destra cui diede il nome Joakim e innalzò quella di sinistra che
chiamò Boaz", costruì il "mare di bronzo" con le dodici basi in forma di
altrettanti buoi, dieci conche di bronzo su altrettante basi quadrangolari,
i vasi per la cenere, le palette e le coppe. Nella leggenda massonica, il
geniale artigiano diviene invece l'architetto del tempio, preposto alla
direzione di tutti i lavori e di tutti gli operai. Il racconto ha una sua
chiave d'interpretazione mistica e rinvia ai concetti di perfezione, meta
della ricerca mistica, e di "Grande Opera" (l'opera del Grande Architetto
costruttore del mondo), attraverso la cui comprensione avviene l'ingresso
del sacro nel profano.
Marco Marafante

















































