A.C.I.N.S.

Associazione Culturale Internazionale Nuove Scienze


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La sottile connessione tra Magia, Occultismo ed Entità Aliene Connessioni “magiche” Molto spesso si è tentato, anche se con poco clamore, di indagare sui possibili parallelismi che legherebbero in qualche modo la cultura ufologia, o parte di essa, con le scienze occulte e, in particolare, la magia cerimoniale. Non è certo una novità il fatto che esistano numerosi punti di incontro tra alcune manifestazioni legate all’ufologia e altrettanti eventi legati invece al mondo del paranormale; gli esempi da fare sarebbero molteplici, e tutti in seguito da approfondire e discutere, si potrebbe partire dai fenomeni telepatici riscontrati in molti incontri ravvicinati, rileggere i messaggi resi pubblici da molti testimoni “rapiti” e trovarli incredibilmente simili ad altrettante comunicazioni rese da entità disincarnate. Si potrebbe anche obiettare sul fatto che alcuni casi relativi a “osservazione diretta” di entità aliene sono stranamente assimilabili a quelli descritti da testimoni che si sono imbattuti in entità visibili, o per meglio dire, i famosi fantasmi. L’elenco sarebbe abbastanza lungo, ma ci porterebbe lontani dall’argomento specifico al quale viene dedicato questo articolo; è possibile contattare entità aliene attraverso l’uso della Magia? Esiste una casistica in tal senso? In cosa si differenziano, se tale differenza esiste, le energie cosmiche e quelle magiche? Per quanto queste domande possano apparire aliene avulse dai temi cari all’ufologia, esiste comunque un sottile filo che li lega tra loro, una strada non ancora del tutto sperimentata che potrebbe riservare non poche sorprese durante il percorso. Le ricerche portate avanti nel campo dell’analisi e dello studio dei fenomeni UFO sono sempre state caratterizzate, e non a torto ovviamente, da una forte componente scientifica, tralasciando spesso l’aspetto “spirituale” del problema, ovvero non analizzando a fondo quelli che potrebbero essere i rapporti tra pratiche magico spirituali e dimensioni aliene. Esiste un legame tra le pratiche magico rituali tramandate nel tempo e i fenomeni collegati agli Ufo, anch’essi di matrice antica tanto quanto le spiritualità? Per capire se è possibile dare una risposta affermativa a questo quesito sarà bene puntualizzare due punti fondamentali: tutta la struttura delle pratiche magico spirituali è rivolta ad un contatto con dimensioni poste oltre quella prettamente umana, di contro il fenomeno UFO si esplica nell’esatto contrario, cioè dimensioni aliene che entrano in qualche modo in sinergia con la nostra. Appurati questi due punti, sia pure in maniera molto divulgativa e non approfondita per ovvie ragioni di spazio dedichiamoci a rispondere al quesito iniziale ripercorrendo a larghe tappe la storia di entrambi i fenomeni e i loro punti di incontro. La nascita dei movimenti magici o per meglio dire l’inizio di un sentimento di matrice “spirituale” nasce essenzialmente dall’avvertire la presenza e la consistenza di forze superiori che travalicano la ragione umana; questo riconoscimento, avvenuto attraverso le situazioni più disparate (fulmini, cataclismi, osservazioni del cielo) iniziò pian piano a codificare i fini ultimi di ogni movimento magico, ovvero la comunicazione con esseri, entità e dimensioni non umane attraverso l’uso della parola, del suono e della ritualistica. Il quadro che esce fuori da queste breve descrizione non è poi così difforme da quanto leggiamo nei testi sacri riguardo alla nascita del genere umano ne tanto meno rispetto all’ipotesi di una matrice aliena, quanto detto è facilmente desumibile ripercorrendo le varie fasi della creazione riportate sul libro della Genesi e comparandole all’ipotesi della matrice aliena. La tradizione ci fa pervenire il racconto dell’uomo creato da Dio a propria immagine e somiglianza, la storia del peccato originale con la successiva punizione, ovvero l’allontanamento dal cospetto di Dio; l’ipotesi alternativa vede gli Helohim alle prese con un delicato intervento di inseminazione di una forma preparata e studiata apposta per sopravvivere nel pianeta ospitante, la Terra, gli stretti rapporti intercorsi tra alcuni dei creatori con le loro creature e infine una guerra che allontanò gli esseri umani dagli Elohim. Questi fatti sono facilmente desumibili unendo i racconti della Genesi con il resoconto sulla caduta degli Angeli fatto da Enoch, ma in realtà tutte queste informazioni ci servono per dimostrare quanto prima accennavamo, ovvero il bisogno di riprendere la comunicazione interrotta da parte degli uomini e i metodi da questi adottati per giungere a tale scopo. Esaurito nel tempo il ricordo vivido della propria nascita per mano aliena, il bisogno istintivo dell’uomo di identificare tutto ciò che non riesce a spiegarsi inizia ad identificare la propria origine extraterrestre attraverso figure allegoriche, mitologiche, spesso con fattezze umane, altre volte bestiali ma sempre dotate di poteri sovrumani. Il movimento magico si distingue però dalla massa, ha ricordi più vivi, difende le proprie conoscenze attraverso le caste sacerdotali, forse racchiude al proprio interno testimoni sopravvissuti ai fatti appena accennati; in ogni modo espleta il proprio bisogno di comunicare con altri mondi in maniera diversa anche se adattata alla propria condizione storica e filosofica. Il rituale diventa una profonda cantilena che dovrebbe dare accesso a dimensioni inesplorate della coscienza, ma le parole sono suono e il suono con i suoi campi vibrazionali e le onde elettromagnetiche ricorda molto da vicino alcuni studi condotti proprio nel campo ufologico. Ma le corrispondenze sono anche altre, a partire dalle forme e dai segni che ricordano molto da vicino tante geometrie UFO riportate dai testimoni di avvistamenti e molte delle figure apparse nei Crop Circle, le varie descrizioni delle dimensioni celesti e universali con i propri abitanti, tutte così simili alle teorie delle dimensioni parallele, dei varchi stellari e delle razze aliene; in poche parole il bisogno atavico di ricongiunzione con la propria matrice è il fenomeno che potrebbe aver fatto scaturire molte delle culture magico spirituali ancora oggi operanti. I “Grigi” di Crowley Per meglio entrare nell’ordine delle idee e dei fatti che verranno proposti da ora in avanti, sarà bene tenere a mente due fondamentali presupposti: l’esistenza di esseri provenienti da altri mondi, gli extraterrestri per meglio intenderci, e la presenza tra noi di alcune persone con capacità tali da poter stabilire un contatto con loro, gli occultisti. Questi due presupposti potrebbero non incontrare eccessive resistenze mentali; tutti, o quasi tutti, sono ormai convinti che non siamo soli nell’universo; allo stesso modo tutti sono coscienti che alcune persone siano in possesso di determinate caratteristiche che potremmo definire “magiche” o “paranormali”, anche se questi due termini mal si adattano alla descrizione di un occultista. Il vero problema rimane quello di definire cosa si intende per entità extraterrestre; comunemente il riferimento ad esseri appartenenti ad altri mondi identifica forme di vita magari differenti dalla nostra ma comunque materiali, fisicamente presenti e sempre fisicamente in grado di interagire con l’ambiente circostante. Nel nostro caso la prospettiva è completamente diversa; essendo l’occultista in grado di manipolare energie esterne all’uomo, le sue capacità evocatorie si riferiscono esclusivamente a forme energetiche non fisicamente presenti, che hanno valenza e consistenza soltanto a livello vibrazionale. Non sarà certo scopo di questo articolo provare l’esattezza di questa teoria, in realtà ci limiteremo soltanto a raccontare dei fatti, lasciando al lettore ampia facoltà di trarre le proprie considerazioni. Aleister Crowley, 1875-1947), fu sicuramente il più noto tra gli occultisti del suo tempo, e non andremo molto lontani dalla verità affermando la stessa cosa riferendoci ai nostri tempi. La sua influenza sul pensiero magico contemporaneo è ancora palpabile, nonostante su di lui si sia scritto di tutto, spesso adulterando la verità o piegandola a semplici scopi commerciali; sarebbe interessante riprendere questa figura in studi successivi, ma la parte della sua vita che più ci interessa in questo momento si riferisce esattamente al periodo tra gennaio e marzo del 1918. Proprio in questo periodo, Crowley, si dedica a quella che sarà in seguito conosciuta come “Operazione Amalantrah”, ovvero dei lavori magico rituali che si svolgono in alcune camere arredate in Central Park West, a New York City. Lo scopo principale di queste operazioni è quello di avviare dei contatti, tramite la Magia Cerimoniale e le pratiche di Magia Sessuale, con intelligenze esterne al nostro mondo; il contatto vero e proprio viene affidato alle visioni di una medium e la buona riuscita dei lavori sarà sancito dalle comunicazioni ottenute. Attraverso il Rituale, viene creato un Portale Magico, ovvero uno spazio nel tessuto dello spazio tempo entro il quale avverranno le manifestazioni; i risultati non tardarono ad arrivare e l’entità che si presenta viene chiamata Lam. Questa figura, ancora oggi avvolta nel più fitto mistero, è stranamente molto simile a quella razza di extraterrestri meglio nota come Grigi, e questa spiccata somiglianza non è certo una coincidenza fortuita. Non abbiamo alcun commento diretto da parte del grande occultista inglese riguardo ai fatti appena narrati; sappiamo che creature molto simili al Lam vennero segnalate ripetutamente per tutto il 1980 nella Hudson Valley, ma il disegno originale dell’evocazione venne reso pubblico nel 1945. Sempre nel 1980, Ann Direnger, riuscì a disegnare una sorta di identikit della creatura segnalata, basandosi sul resoconto degli innumerevoli testimoni; la somiglianza con il Lam non lascia alcun dubbio e la convinzione che Crowley abbia trovato un metodo “alternativo” per contattare creature o presenze aliene, ne esce sempre più rafforzata. Il culto di Lam Dopo il famoso “esperimento” condotto da Crowley, quello che può considerarsi come un vero e proprio culto di Lam non rimase un caso isolato; Michael Bertiaux riuscì ad evocarlo nel 1960 e dieci anni dopo, un gruppo O.T.O replico con successo la stessa esperienza. Dopo questi successi, gli interessi dei circoli occulti, in special modo quelli appartenenti o direttamente ispirati dall’O.T.O., (Ordo Templis Orientis), prese in grande considerazione questo metodo di ricerca; Kenneth Grant, riconosciuto come il successore di Crowley, formalizzò definitivamente il Culto di Lam, riconoscendo a questa entità natura aliena. Ma cosa è esattamente il Lam? Sulla scorta dei Rituali messi a punto dall’O.T.O., il Lam, più che una singola entità, sembra appartenere ad una vera e propria classe di creature; non si tratterebbe quindi di un singolo essere ma della sua specie o condizione. Da questo punto di vista il Lam rappresenta la conoscenza, così come notoriamente viene attribuita ai misteriosi piloti degli Ufo una tecnologia altamente avanzata; nel caso di Crowley questa evoluzione è frutto di una evoluzione umana, iniziata su questo pianeta e completata in altri mondi, quelli di origine del Lam stesso. E’ opinione comune tra i moderni occultisti, che i lavori portati avanti da Crowley abbiano seguito un percorso già prestabilito, e che gli effetti dell’Operazione Amalantrah siano ancora oggi attivi e, forse, responsabili di molti dei contatti Ufo avvenuti fino ai nostri giorni. Le conseguenze Malgrado queste teorie possano, in qualche modo, spiegare alcuni dei fenomeni direttamente connessi all’ufologia moderna, mancano ad oggi prove certe a sostegno; ipotizzare che Crowley abbia aperto, in modo permanente, una sorta di “Stargate” energetico, facilitando il contatto con creature esterne al nostro mondo potrebbe infatti apparire vagamente fantascientifico, ma non tutti la pensano così. Lo scienziato Jack Parsons creò un vero e proprio laboratorio al fine di ampliare il portale aperto da Crowley; anche associazioni come Dianetics e Scientology abbracciarono questa teoria, e Ron Hubbard fondò un vero e proprio gruppo di lavoro, in attesa che si risvegliasse la coscienza magica negli uomini. Tutti questi avvenimenti accaddero intorno al 1945, mentre l’esplosione vera e propria del fenomeno Ufo risale al 24 giugno del 1947; questi “successori” dell’opera di Crowley riuscirono nel loro intento? E se questo avvenne, furono altrettanto abili nel chiudere quel famoso portale? I Grigi sono un fenomeno nato in primo luogo in America, ovvero nello stesso posto dove Crowley condusse il proprio esperimento e nel quale Parsons e Hubbard continuarono nei tentativi di aprire il Portale creato da Amalantrah; anche questa una coincidenza? Tutto farebbe pensare che l’arrivo degli Ufo nella cultura americana possa essere stato in qualche modo agevolato dalle operazioni condotte da Crowley, e in seguito dai suoi discepoli; questa teoria spiegherebbe anche molte manifestazioni studiate come casi ufologici ma strettamente connesse alla sfera del metafisico o del paranormale, quale ad esempio il famoso caso del Mothman. Altro elemento in comune tra gli esperimenti magici e le testimonianze di avvistamenti o contatti è facilmente riscontrabile esaminando il rituale di evocazione di Lam. Sulla scorta delle informazioni fornite da Kenneth Grant, per l’evocazione si inizia a meditare osservando gli occhi del ritratto raffigurante la misteriosa creatura; quasi subito si avverte una immediata sensazione di leggerezza, di assenza di peso, quindi l’impressione di cadere, come risucchiati da un gigantesco vortice. Tutte queste informazioni suoneranno certo familiari a chiunque abbia qualche nozione di ufologia; si tratta infatti delle stesse sensazioni descritte dai testimoni che hanno avuto dei contatti con i Grigi. Forse non dovremmo stupirci più di tanto rispetto a quanto è stato esposto in questo articolo; forse questo campo è stato poco battuto perché si è voluto a tutti i costi tentare di dimostrare una verità attraverso la tecnologia e la scienza, dimenticando che forse il mezzo più semplice e la prova tanto ricercata da tempo era l’uomo stesso, la sua parte interna assopita, unico vero tramite tra la forma animata e i suoi creatori.