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Può un corpo umano prendere fuoco e
divenire cenere in pochi minuti senza toccare alcuna fiamma? Dai numerosi
rapporti medico-legale sembrerebbe di si. Questo raro fenomeno è chiamato
combustione spontanea o meglio SHC (Spontanoeus Human Combustion) -
combustione spontanea del corpo umano. Rappresenta un fenomeno abbastanza
raro ed è per questo che la documentazione su questi casi non abbonda. Non
esistono prove identificative di un caso di SHC tranne per il fattore
cenere: è stato appurato che nemmeno i forni crematori riescono a ridurre in
cenere completamente i cadaveri e comunque la cenere ottenuta risulta essere
di colore grigio mentre nei casi di cui si è occupata la scientifica di
varie nazioni, la cenere ritrovata risultava di colore bianco (fatto che
identifica combustioni a temperature superiori ai 900 °C del forno
crematorio). Negli ambienti scientifici si ritiene di poter spiegare l'SHC
con il cosiddetto "effetto stoppino": un uomo vestito con vari strati di
indumenti che funzioneranno da stoppino e facendo bruciare il grasso del
corpo. E' comunque vero che non tutti i casi rispondono all'effetto stoppino
perché in altri casi si sono riscontrate differenze fondamentali. Altro
fattore sconcertante è che da prove raccolte, sembrerebbe che il fuoco abbia
origine dall'interno del corpo umano. Ennesima teoria probabilmente la più
accreditata è quella dell'esplosione delle cellule. Tutto partirebbe dai
mitocondri presenti in ogni cellula con il compito di produrre energia per
tutto il corpo. Se per uno sfortunato ed anomalo caso venisse prodotta una
quantità eccessiva di energia, l'ossigeno e l'idrogeno contenuto
esploderebbero. Infatti questi due elementi vengono accuratamente miscelati
nei reattori dello Space Shuttle per la partenza. In ogni caso, l'esplosione
dei suddetti elementi produrrebbe una reazione a catena tra cellule che
ridurrebbe il corpo della sfortunata vittima in cenere da una fiamma di
colore blu.
CASI .Nel 1982 in un paese vicino Londra, una minorata mentale di 62 anni
prese fuoco all'improvviso. Il padre che era a poca distanza da lei, fu
testimone di tutto. La sua attenzione fu attratta da un lampo improvviso che
lo portò ad osservare nella direzione della figlia: il corpo della donna era
avvolto dalle fiamme soprattutto sul viso e sulle mani, ma la cosa strana è
che non si agitava affatto. La trascinò verso il lavandino più vicino
spegnendole le fiamme ma la disgraziata morì in ospedale a causa delle gravi
ustioni. In un altro episodio, un vigile del fuoco raccontò di essere
intervenuto nel caso di un vagabondo ormai morto bruciato. Le fiamme che
ancora avvolgevano il cadavere fuoriuscivano soprattutto da un taglio di una
decina di centimetri all'altezza del torace e si sprigionavano come
alimentate dall'interno. Solo inserendo l'idrante in quella fessura riuscì
ad estinguere le fiamme.
Marco Marafante
















































