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Osservando ed analizzando i fossili
scoperti in questi ultimi anni dagli studiosi si è potuto constatare che
l'evoluzione non è proceduta in una o più direzioni lineari ma è invece
stata costellata di tentativi e passi falsi ,veri vicoli ciechi
evoluzionistici dove le creature dell'epoca non sono riuscite a tenere il
passo con le condizioni ambientali in cui si trovavano e si sono così
estinte senza lasciare discendenza.
Ricordiamo ad esempio i tentativi delle alghe di colonizzare la terraferma
nell'era Paleozoica,dove alcuni gruppi di piante come il Nematothallum, lo
Spongiophyton e la Protosalvinia erano probabilmente provenienti da alghe
azzurre che persero la battaglia contro i discendenti terrestri delle
Cloroficee o alghe verdi senza lasciare nessuna traccia vivente. Pensate ,se
non avessero vinto le alghe verdi, oggi forse le piante avrebbero come
colore base, il blu piuttosto che il verde.
Una cosa del genere è successa anche nel mondo animale ,testimoniato dalla
presenza dei fossili della fauna Ediacara.
Con il nome di fauna di Ediacara si intende un complesso di forme di vita
pluricellulare risalenti al Proterozoico superiore (tra 620 e 550 milioni di
anni fa), i cui resti sono stati rinvenuti in varie parti del mondo. Il nome
deriva dall’Ediacara Member dell'Australia sudoccidentale, la zona in cui
sono stati rinvenuti i migliori fossili di questo tipo. La documentazione
fossile di questa fauna è per la maggior parte costituita da macrofossili di
organismi pluricellulari, conservatisi come impronta nei sedimenti.
Nonostante sia stata ritenuta per lungo tempo esclusiva dell’Australia,
questa fauna è stata successivamente rinvenuta in tutti i continenti, ad
eccezione dell’Antartide. La fauna di Ediacara dà il nome a un preciso
intervallo stratigrafico l'Ediacariano. Con l’inizio del periodo Cambriano
la fauna di Ediacara sostanzialmente scompare. I fossili ediacariani
ricadono sotto alcuni principali piani morfologici. Molto diffusi sono i
resti di organismi simili a meduse dalla simmetria radiale e concentrica,
del raggio di pochi centimetri. A simmetria radiale sono anche i resti di
organismi enigmatici, con strutture triradiali che partono dal centro. Gran
parte dei resti ediacariani appartengono a creature simili a fronde, forse
coloniali; alcuni di questi fossili sono chiaramente privi di stelo ma sono
dotati di una struttura simile a un bulbo (forse per ancorarsi al fondo
marino).Un altro possibile gruppo di creature ediacariane comprende impronte
fossili ovoidali o allungate, dotate di una sorta di “testa” a ferro di
cavallo e di un corpo formato da un numero di segmenti variabile da cinque a
più di quaranta. L’ultimo gruppo morfologico della fauna di Ediacara è
rappresentato da impronte fossili dello spessore di pochi millimetri, ma la
cui lunghezza può anche sfiorare il metro. Questi esseri, erano dotati di
una simmetria bipolare. L'interpretazione più recente della fauna di
Ediacara, formatasi nel corso degli anni ’80, sottolinea come la maggior
parte di questi organismi non mostri chiare affinità con i successivi
Metazoi (ovvero gli Animali moderni ,di cui anche né facciamo parete) ma
rappresenti invece una radiazione di animali pluricellulari senza
discendenti, denominati Vendozoi,estintisi poco prima della fine del
Proterozoico. Secondo alcune teorie, questi esseri non sarebbero nemmeno
animali, ma un gruppo dalle caratteristiche talmente diverse da quelle di
animali e piante da essere classificato come a sé stante i Vendobionti.Gli
studiosi concordi con questa visione affermano, ad esempio, che le impronte
medusoidi hanno una disposizione degli elementi invertita rispetto a quella
delle vere meduse del Fanerozoico. Lo studioso Seilacher ha mostrato come vi
sia un modello corporeo principale, caratterizzato da una struttura “a
trapunta”, con morfologie unipolari, radiali e bipolari. Questo modello
pneumatico non sarebbe verosimilmente adeguato a un mondo dominato da
predatori: in sostanza, i Vendozoi rappresenterebbero un esperimento
evolutivo fallito. Gli antenati dei Metazoi attuali andrebbero quindi
ricercati tra gli organismi che lasciarono numerose tracce fossili e alcune
strutture predatorie isolate nella parte finale del Proterozoico.Il corpo
dei Vendozoi era estremamente sottile ma molto ampio; il volume corporeo era
quindi molto ridotto. Non erano presenti, inoltre, tracce di sistema
circolatorio, respiratorio e digerente; è probabile, dunque, che i processi
metabolici di questi organismi passassero tutti direttamente attraverso la
superficie corporea. Un simile modo di vita sarebbe plausibile se la
nutrizione di questi esseri fosse stata foto autotrofica come nelle piante:
probabilmente vi erano rapporti di simbiosi con alghe o Batteri. Una specie
di animali-pianta o,meglio animali-fungo. Ad ogni modo le cause di questa
estinzione sono ancora molto discusse, ma potrebbero includere un improvvisa
mancanza di ossigeno dovuta a molteplici motivi,diffusa a scala mondiale,
che rese la maggior parte dei fondali marini e oceanici inadatti alla vita.
Inoltre, le nuove strategie alimentari degli organismi eterotrofi(gli
animali carnivori ed erbivori) portarono in breve tempo a un notevole
sviluppo dei predatori, a cui i Vendozoi non erano probabilmente preparati.
ENEA VEDOATO
















































